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TrueLife – J. Kristoff – Mondadori

  • Editore ‏ : ‎ Mondadori (25 ottobre 2022)
  • Genere‏ : ‎ Fantascienza
  • Copertina rigida ‏ : ‎ 444 pagine

Eve e Lemon hanno scoperto la verità su se stesse e l’una sull’altra. Sono cresciute legate da una solida amicizia, ma le recenti rivelazioni hanno messo in crisi il loro rapporto e le hanno allontanate (forse) per sempre. Ora però non c’è tempo per i rimpianti: l’intero Yousay è sull’orlo di una nuova guerra nucleare tra lo sciame della BioMaas Incorporated e l’esercito della Daedalus Technologies. Una situazione in cui nuove e vecchie lealtà saranno messe a dura prova, si formeranno improbabili alleanze e prenderanno corpo inaspettati tradimenti. E non è tutto, perché i sembianti sono determinati a impossessarsi di Libertas, il virus capace di liberare gli androidi dall’obbedienza alle Tre Leggi della robotica. E per farlo c’è bisogno sia di Ana Monrova, la ragazza rapita e conservata in animazione sospesa, sia della sua sembiante, Eve. Solo alla fine si scoprirà chi sono i veri eroi… e potrebbe essere davvero una sorpresa.

Buongiorno lettrici e lettori,

oggi concludiamo la trilogia TRUELIFE di Jay Kristoff, trovate la recensione del primo volume qui e del secondo qui.

Se avete letto le precedenti recensioni sapete già che mi aspettavo molto da questa trilogia ma che al momento mi stava deludendo. Bene, con questo volume conclusivo non posso che, sfortunatamente, confermare la mia prima impressione.

Questo terzo volume riprende il modus operandi del secondo, una volta riuniti i personaggi si dividono nuovamente e questo non fa che accentuare il senso di ridondanza e di già visto che si prova durante la lettura, nonché di noia e delusione.

Se potessi descrivere questo libro con una parola, quella sarebbe “esagerazione”, salvataggi, spostamenti e battaglie sono totalmente improponibili e irrealistiche – ricordiamo ancora una volta: scrivere di fantasy e fantascienza non giustifica il mettere insieme eventi impossibili, tutto deve seguire logica e credibilità, fantastico non è sinonimo di “faccio quello che voglio anche se non ha senso”.

Ci sono molti elementi, soprattutto nella storyline di Lemon, che potevano essere approfonditi regalando maggior spessore ai personaggi e alla storia in se, ma il tutto resta in superficie a discapito della tridimensionalità, un peccato perché i presupposti per fare meglio c’erano.

Il personaggio di Eve, che mi era molto piaciuto nella prima metà del primo libro, è diventato insulso e piatto, ciò che fa è totalmente ingiustificato e senza senso, ripeto secondo me i suoi comportamenti sono utili solo ai fini della trama, non vedo una logica nel suo personaggio.

Tutti i personaggi principali, tra cui soprattutto Ezekiel, restano delle macchiette rinchiuse nei loro stereotipi e che non riescono ad andare oltre quelli che sono i limiti del proprio personaggio, sembrano fissi e immutabili, non tutti hanno una crescita convincente.

Sulla battaglia finale non ho molto da dire se non che l’abbiamo evitata e aspettata allo stesso tempo, ma alla fine si è risolta in quattro e quattr’otto con una facilità estrema, senza un minimo di epicità.

In conclusione non mi sento di consigliare il libro se non ai fan di Kristoff che ne apprezzeranno lo stile o a lettori totalmente acerbi sul genere, se siete lettori navigati vi consiglio di passare oltre, potrà solo deludervi.

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