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Review Party – Mexican Gothic – Silvia Moreno-Garcia – Oscar Fantastica Mondadori

  • Editore ‏: ‎ Mondadori (2 novembre 2021)
  • Genere: Horror YA
  • Copertina rigida ‏: ‎ 348 pagine

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Noemí Taboada riceve una lettera angosciata e delirante da sua cugina Catalina, che ha appena sposato un inglese altolocato e che implora il suo aiuto. E così si reca a High Place, una tetra dimora sperduta tra le montagne del Messico.

Noemí è poco credibile nei panni della crocerossina: è una raffinata debuttante, più adatta ai cocktail party che alle indagini poliziesche, ma è anche caparbia, sveglia, e non si lascia intimorire facilmente: certo non dal marito di Catalina, uno sconosciuto dall’aria sinistra ma intrigante; né dal padre, l’anziano patriarca che sembra particolarmente attratto da lei; e neppure dalla casa, che inizia a invadere i suoi sogni con visioni di sangue e sventure.

Il suo unico alleato in questo luogo inospitale è il più giovane membro della famiglia. Ma forse anche lui ha un oscuro segreto da nascondere.

Mentre dal passato riemergono storie di violenza e follia, Noemí viene lentamente risucchiata in un mondo terrificante e seducente al tempo stesso. Un mondo dal quale potrebbe essere impossibile fuggire.

Buongiorno lettrici e lettori,

bentornati su questi schermi! Oggi parleremo della Nuova Uscita di casa Mondadori che ringrazio per la copia digitale in anteprima.

NARRAZIONE e STILE

Se dovessi trovare un solo termine per descrivere questa storia è sicuramente confusione.

La narrazione in terza persona è totalmente confusa, ci regala sfavillanti e pesantissimi mega-spiegoni per farci capire qualcosa di tutta la vicenda e farci roteare gli occhi, ormai avrete capito quanto io non sopporti gli spiegoni e questi non avevano neanche, a mio parere, un senso logico!

Le descrizioni sono decisamente troppo presenti e fanno la loro peggior comparsa disturbante nel finale, mentre siamo nel pieno dell’azione la protagonista, fra un movimento e l’altro, inizia a pensare e a descrivere inutilissimi eventi del passato che frammentano il ritmo già precario, distolgono l’attenzione e distruggono l’intenzione di avere un finale decente.

AMBIENTAZIONE

La maggior parte della storia si svolge ad High Place, residenza in stile inglese della famiglia Doyle, una dimora isolata dall’aspetto ammuffito e fatiscente, più simile ad una prigione che ad una residenza estiva.

La dimora dai toni oscuri, nebulosi e vagamente inquietanti, è uno dei pochi elementi apprezzabili ed interessanti, se non fosse rovinata dalla pesantezza delle descrizioni e dalla ridondanza di elementi narrativi che annoiano solamente il lettore.

GENERE

Nonostante sia ufficialmente definito come un “Horror a tinte gotiche”, io lo definirei un Y/A che cerca di far spaventare ma non ci riesce (almeno con me), a mio parere le tinte gotiche sono inesistenti e le sfumature orrorifiche sono minime e non preponderanti, della serie “ma quindi questo dovrebbe spaventarmi?”, per cui anche se siete lettori/lettrici sensibili, secondo me potete tranquillamente leggerlo senza alcun timore di non dormire la notte.

PERSONAGGI

Siamo giunti alla nota (maggiormente) dolente, i personaggi: TUTTI detestabili!

Appena abbozzati e vuoti, decisamente noiosi e irritanti, si aggirano come marionette durante l’arco narrativo, restano piatti e identici per tutto il romanzo, eccezzion fatta per le ultimissime pagine, dove finalmente la protagonista si risveglia dal torpore mentale e agisce cambiando il suo modus operandi.

La protagonista – Noemi – parte alla volta di High Place a seguito di una inquietante richiesta d’aiuto da parte di sua cugina Catalina la dormiente (si perchè dorme per 3/4 della storia) , e indovinate un po’ chi giunta come paladina della giustizia, farà tutt’altro fuorchè interagire e aiutare la povera donzella in difficoltà, perchè avere l’outfit perfetto è più importante che fare qualcosa di effettivamente utile? (Audrey Rose ma sei tu?)

“…chiese Noemi mentre faceva un tiro e inclinava la testa all’insù. Le piaceva allungare la testa in quel modo, esaltava il suo collo affusolato ed elegante. La considerava una delle sue doti migliori e la faceva sentire un po’ come una diva del cinema. Hugo Duarte e tutti gli altri ragazzi che le facevano la corte ne erano sicuramente affascinati. Era vanitosa, sì. Ma per lei non era un peccato. Quando si metteva in una certa posa, assomigliava un po’ a Katy Jurado, e naturalmente sapeva bene di quale posa e di quale angolazione si trattasse.”

Tutti i Doyle sono fortemente irritanti e antipatici, con atteggiamenti tossici e violenti (ciao Virgil), oltre i limiti dell’accettabile, ad eccezione di Francis, unico personaggio lievemente sopportabile, ma anche lui con la vitalità di uno zombie e l’utilità di un peluches.

CONCLUSIONI

Nonostante le premesse interessanti, la lettura si è rivelata, a mio parere, noiosa e pesante, non vedevo l’ora di portarla a termine e una volta conclusa mi ha lasciata ancor più confusa e insoddisfatta.

Se vi aspettate una storia Horror con sfumature Gotiche questo libro vi deluderà, ma se volete comunque dargli una possibilità e leggerlo, fatemi sapere cosa ne pensate 💖

Ringrazio l* compagn* di viaggio del Review Party, andate a sbirciare anche le loro recensioni 😘

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