LIBRI

PAX – Sara Pennypacker

  • Editore: Rizzoli Libri
  • Collana: BUR Ragazzi (2018)
  • Illustratore: Jon Klassen
  • Copertina flessibile: 280 pagine

TRAMA

Con l’imminente inizio della guerra, la vita di Peter viene sconvolta: il padre si arruola per il conflitto e costringe il ragazzo a trasferirsi dal nonno, ma solo dopo averlo obbligato ad abbandonare il suo più caro amico, la sua volte Pax. Per i due inseparabili amici, inizia un’avventura disperata, dove entrambi si dibattono, mossi dal proprio cuore, per raggiungere la loro “casa”. Ma a volte la soluzione giusta non è affatto la più semplice e, ogni viaggio porta un insegnamento prezioso, anche se sembra di tornare a casa con le mani vuote e più nessuna lacrima da piangere.

RECENSIONE E IMPRESSIONI PERSONALI

Inizio polemizzando, come faccio spesso, sul fatto che la letteratura per ragazzi venga troppo spesso declassata a letteratura di second’ordine, quando è ormai chiaro che è proprio in questo genere che, spesso e volentieri, troviamo tematiche delicate e toccanti, trattate in modo superbo e che hanno un forte impatto sull’emotività del lettore. Ed è esattamente quello che succede leggendo questo gioiello di Sara Pennypacker.

Questo romanzo rientra perfettamente nelle letture di formazione, in quanto esprime dubbi, disagi e complessità che tutti abbiamo affrontato in preadolescenza. La particolarità dell’opera è che le tematiche vertono sia attorno al dodicenne umano Peter, che alla giovane volpe Pax. Entrambi affrontano un percorso di crescita, presa di coscienza di sé e del mondo che li circonda, non più così sicuro come erano abituati a viverlo, nella routine di felicità che si erano costruiti. Abbiamo così un evento che distrugge il loro fragile angolo felice, mettendo fine al periodo dell’infanzia per sempre; essendo due creature distinte e diverse, hanno un approccio completamente differente alla situazione, ma entrambi, in cerca l’uno dell’altro, acquisiscono la capacità di lottare per scorgere il mondo vero, oltre il recinto del proprio giardino.

Sono gli incontri che faranno lungo il cammino, a dare la vera svolta ai loro percorsi. Ora vi aspetterete le figure dei “mentori” perfetti e incrollabili, ma non è affatto così. Pax, abbandonato al limitare della foresta, incontrerà dei suoi simili, che però si guardano bene dall’avvicinarsi e fidarsi degli umani come fa lui, con la sua incrollabile fiducia per il “suo ragazzo”. Peter invece incontrerà il personaggio che, probabilmente è quello più interessante del libro, una veterana di guerra che si auto-impone l’isolamento sociale. Lei ruba letteralmente la scena ad entrambi i nostri protagonisti e a più riprese, anche se mi rendo conto, che questa percezione, è sicuramente dovuta alla mia non più tenera età. Seppure riesce semplicissimo immedesimarsi in Peter, è impossibile non notare Vola, simbolo del lungo processo di rinascita a seguito di traumi sconcertanti. Questi personaggi secondari hanno un bagaglio di esperienze che i protagonisti non possono nemmeno immaginare, ma nonostante questo riescono ad entrare in risonanza, apprendendo e donando a loro volta degli insegnamenti preziosi.

La conoscenza di sé è il tema cardine di tutta la storia, con l’accettazione anche di quei lati di noi che non ci piacciono o che addirittura ci fanno paura; il contesto familiare e sociale in cui viviamo, non definisce chi siamo, sono sempre le nostre decisioni e azioni a farlo, perché ci sono mele che cadono molto lontane dall’albero.

Lo stile, come è giusto che sia, è semplice, diretto, senza fronzoli e duro quando necessario, senza il timore di urtare la sensibilità del lettore. La realtà è troppo spesso edulcorata, negli scritti per i più giovani, ma in quale modo, una disabilità dovrebbe essere un elemento dal quale proteggere la sensibilità di chicchessia? E in quale modo, ma soprattutto con che coraggio, si può far sembrare una guerra meno spaventosa e atroce di quel che è?

In conclusione, è un libro che consiglio a tutti, che fa scattare quella famosa lampadina, pensando a noi stessi. Chi non ha provato un senso di impotenza disarmante? Chi non si è sentito incompreso dagli altri? Chi non si è sentito smarrito a casa propria? Chi può dire di conoscersi davvero?

“Ma vent’anni per capire chi sei? Cioè, quanto potrà mai essere difficile?”

Buone letture

Kam

1 pensiero su “PAX – Sara Pennypacker”

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