GENERI, LIBRI, NARRATIVA, RECENSIONE

Review Party – Le cose possono cambiare – Kuhmel – Corbaccio Editore

  • Editore : Corbaccio (25 febbraio 2021)
  • Copertina rigida : 276 pagine
  • Genere: Narrativa

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Max e Reik stanno insieme da vent’anni e da vent’anni sono invidiati da tutti i loro amici. Per la loro armonia, per il legame speciale che li unisce, per il modo perfetto di completarsi. Hanno deciso di trascorrere il loro anniversario nella casa sul lago. Hanno invitato soltanto il loro amico più caro, Tonio, e sua figlia Pega, ventenne, esattamente come gli anni di convivenza tra Max e Reik. L’inverno sta finendo, il lago è calmo, in parte ancora ghiacciato, il terreno è indurito dal gelo e ogni tanto una gru vola sull’acqua. Un paesaggio quasi immobile, di una bellezza struggente. Ma le cose cambiano e questo non sarà un fine settimana come i tanti trascorsi insieme. Ben presto emergerà che la verità è un concetto sfuggente, difficile da afferrare. E mentre l’archeologo Max si conta i capelli bianchi e si domanda che cosa possa aspettarsi ancora dalla vita, Reik, artista di successo, ha la sensazione di aver creato solo opere futili con tutte le sue sculture e i suoi quadri. Desidera un figlio. Tonio sta per cominciare un nuovo capitolo, di cui gli altri tre sono ancora all’oscuro e Pega… già, che cosa passa per la testa di Pega? “Le cose possono cambiare” è un romanzo luminoso e delicato sui figli delle madri e le figlie dei padri. Un romanzo sulla fallibilità dell’amore.

Buongiorno lettori,

oggi parliamo di una nuova uscita targata Corbaccio Editore, che ringrazio per la copia digitale.

Volume d’esordio della giovanissima Miku Sophie Kühmel, “Le Cose Possono Cambiare” parla dei fragili equilibri dell’amore e dell’animo stesso, di come le cose appaiano e di come esse sono in realtà.

Il titolo originale del libro – Kintsugi – si rifà ad un’affascinante tecnica giapponese che basa le sue fondamenta sulla filosofia della Resilienza: una tecnica che consiste nella riparazione di vasellame e ceramiche rotte, con l’utilizzo di lacche mescolate a polevere di metalli preziosi, quali oro e argento, che non nasconde le “cicatrici” ma le enfatizza, sottolineandone la bellezza e l’unicità, da una ferita e dall’imperfezione può nascere qualcosa di unico e prezioso.

@Wikipedia

E’ il ventesimo anniversario di Max e Reik e ci ritroviamo a ripercorrere gli eventi salienti della loro relazione e del loro rapporto con Tonio, apprezziamo la loro psicologia e scaviamo nei loro animi, la narrazione si focalizza maggiormente sull’interiorizzazione piuttosto che sulle azioni vere e proprie, l’unico moto che avremo sarà quello degli animi, attraverso cui scopriamo come l’apparente perfezione è frastagliata di rotture e lesioni che si accentuano sempre più.

La narrazione prosegue con l’alternanza dei diversi punti di vista dei personaggi, per garantirci di scoprire ogni piccola sfaccettatura, per spingerci ad empatizzare al meglio con ogni protagonista e per farci comprendere come ogni azione possa portare ad una rottura impercettibile, scopriamo con il tempo come nessuno sia davvero onesto con se stesso.

Purtroppo, nonostante l’intento della narrazione sia la spinta verso un coinvolgimento emotivo, non mi sono mai sentita coinvolta in pieno nelle vite dei personaggi, non ho legato con loro, mi sono sentita sempre distaccata, come se il tutto si fermasse ad una mera osservazione dall’esterno, come se mi ritrovassi dinanzi ad un monologo in teatro con un attore che non riesce a trasmettermi emozione.

Resta comunque un libro d’esordio e si porta dietro una serie di difetti da primo romanzo, non tutto funziona alla perfezione, lo stile è a tratti acerbo e prolisso, in alcuni punti ho avuto difficoltà nella lettura probabilmente a causa di alcune scelte di traduzione che a mio parere non è perfettamente riuscita e riusulta a tratti macchinosa e rigida.

Miku Sophie Kühmel è nata a Gotha nel 1992. Ha studiato alla Humboldt-Universität di Berlino e alla New York University. Ha pubblicato racconti su riviste e antologie, produce podcast e scrive pezzi radiofonici. Romanzo d’esordio, Le cose possono cambiare ha vinto il premio della fondazione Jürgen-Ponto come opera prima, ha ricevuto l’aspekte-Literaturpreis, ed è stato selezionato fra i sei finalisti del Deutscher Buchpreis.

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