BLOG TOUR, GENERI, LIBRI, NARRATIVA, RECENSIONE

Blog Tour – Un giorno tutto questo – A. Lerario – Casta Editore

  • Editore : Casta Editore (30 ottobre 2020)
  • Genere: Narrativa
  • Copertina flessibile : 254 pagine

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L’estate, a Racitta, si è appena conclusa con tre grosse rapine e uno strano funerale. Due autentici rebus per il maresciallo Turi Di Dio, comandante della stazione dei Carabinieri, perennemente distratto da tutta una serie di questioni private dalle quali rifugge, dal suo matrimonio a due passi dal crollo e da un incubo oscuro che ogni notte lo strappa via al sonno. Si difende, Di Dio, confortato dal cibo, dalla grappa barrique, dal tabacco Virginia che si rolla da solo, dalla musica in cuffia quando il mondo urla troppo e dall’eterna amicizia di Johnny Romano e del capitano Morgante. Sullo sfondo c’è il mare, una bella canzone, quattro donne e un amore per ciascuna diverso, e un’estate ormai stanca che abdica all’autunno. Sarà il suo solito incubo a guidarlo verso la soluzione e, più di tutto, a insegnargli come a volte il passato sia un tempo che arretra solo avanzando, lento e strisciante, come la coda di una lucertola.

Le calde atmosfere di un paesino utopistico bagnato dal mare della meravigliosa Sicilia fanno da sfondo alle vicende che vedono come protagonista Turi Di Dio, maresciallo di Racitta.

In quella che sembra una cittadina ideale e perfetta, strani eventi attireranno l’attenzione del nostro carabiniere, banche rapinate e funerali pomposi e sfarzosi con tanto di cavalli, creeranno scompiglio e confusione.

Il mare, quasi a mo’ di dispetto, si produsse in un onda inattesa la cui schiuma nervosa andò a infrangersi rumorosamente su un piccolo gruppo di scogli disposti a mezza luna impegnati a formare un concavo braccio in difesa del faro. L’autunno è così: quando compare non lo scorgi dal cielo, ma dal modo che ha di sconvolgere il mare.

Nonostante i misteri e le indagini che fanno da sfondo alla storia, queste sono quasi un pretesto per mostrarci il vero centro del tutto, la vita di Turi: guardiamo il mondo con i suoi occhi, sentiamo le sue emozioni, la sua sofferenza e i suoi tormenti e la frustrazione, l’angoscia nel vedere il passato cedere il passo alla modernità e con esso vedere un po’ della sua vita ormai sepolto e accantonato, tutti i suoi posti sicuri e accoglienti stanno chiudendo perchè obsoleti per un mondo troppo dinamico, veloce e sempre più digitale.

Ciò che gli resta è la sua flebile imperfezione, la sua sofferenza per la mancanza, il vuoto incolmabile ed il dolore, i suoi vizi ed errori, il passato che lo tormenta e definisce il suo presente, un uomo che nonostante tutto crede nella giustizia e lotta contro la corruzione ed il potere “facile e sporco”.

Poi come è ovvio, c’è dolore e dolore. Il peggior mal di testa prima o poi.se ne va, ma il mal di mancanza, quello, non.se ne va mai. Ti si insedia fin dentro e da dentro ti erode. Così può accadere di incontrare per strada un uomo che, visto da fuori, sembra in forma e in salute, magari invidiarlo per la moglie che ha , per la casa in cui vive , per l’auto che guida, mentre quello in realtà, al suo interno ha un gran male , quel mal di mancanza che è un dolore nascosto , uno di quelli da non dire a nessuno punto e ci passa la vita a duellarci col male, fino a che, prima o poi, la vita stessa finisce e con essa – si spera – anche tutto quel male.

Il ritmo della scrittura è adeguato, volutamente lento quando vuol farci assaporare i dettagli e le sfaccettature dell’animo dei personaggi, più veloce nei momenti più carichi di dinamismo, in alcuni tratti forse le descrizioni e alcuni dettagli risultano superflui, ma senza rovinare troppo il tempo della lettura.

I dialoghi diventano un punto focale della storia, dotati di giusto dinamismo e ilarità, rappresentano anche lo spaccato crudo e dialettale di una realtà decisamente informale e paesana che ho adorato, nonostante ciò alcuni dialoghi in siciliano potrebbero non essere compresi da chi non ha familiarità con il dialetto, probabilmente delle note a margine con la traduzione potrebbero essere utili.

Un libro che mi ha spiazzata e stupita, non mi aspettavo di trovare così tanta interiorizzazione, emotività empatica e ricerca della consapevolezza, con un pizzico di critica alla realtà non così utopistica della vera Sicilia.

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