CLASSICI, GENERI, LIBRI, RECENSIONE

Review Party – Alice, Dorothy, Wendy – Mondadori

  • Copertina rigida : 540 pagine
  • Editore : Mondadori (17 novembre 2020)
  • Genere: Antologia di Classici

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Alice e le sue avventure nel favoloso Paese delle Meraviglie, di là e di qua dallo specchio. Wendy, l’amica di Peter Pan che per molti lettori è la vera eroina dei romanzi con il bambino che non vuole crescere. Infine Dorothy, la piccola protagonista portata da un tornado nel fantastico mondo di Oz. Tre ragazzine curiose e audaci, al centro di tre grandi classici che, ciascuno a suo modo, hanno saputo celare sotto le spoglie del racconto di fantasia messaggi e metafore della vita. Questo libro è l’occasione per rileggere i tre romanzi – “Le avventure di Alice nel Paese delle Meraviglie”, “Peter Pan” e “Il Mago di Oz” -, cogliendone la grande modernità.

Noi analizzeremo “Le Avventure di Alice nel Paese delle Meraviglie”

Non mi dilungherò sulla trama dei romanzi di Carrol, conosciamo tutti la storia della piccola Alice che si ritrova ad inseguire un Coniglio Bianco col panciotto nella sua tana e, dopo una lunga caduta, viene catapultata suo malgrado in un mondo irreale e senza alcun senso; quello che probabilmente si conosce meno è l’intento reale celato dietro al romanzo, non solo una piacevole storia di avventura e immaginazione, ma una forte critica alla società britannica della seconda metà del XIX secolo e all’epoca vittoriana.

Uno dei personaggi che ho da sempre amato è il Cappellaio Matto e la sua apparente follia, personificazione del detto inglese “mad as a hatter”, ossia matto come un cappellaio, fondato sui sintomi causati da intossicazione da mercurio nei cappellai, quali irritabilità, nervosismo e depressione.

«Che differenza c’è fra un corvo e una scrivania?».
“Bene, ora ci divertiamo!” pensò Alice. “Sono contenta che si siano messi a giocare agli indovinelli…” «Credo di saper rispondere»
aggiunse forte.
«Cioè vuoi dire che credi di poter trovare la risposta giusta?» disse la Lepre Marzolina.
«Precisamente» disse Alice.
«Allora dovresti dire che cosa vuoi dire» proseguì la Lepre Marzolina.
«Certo,» si affrettò a rispondere Alice «almeno… almeno, dico quello che voglio dire… che è la stessa cosa.»
«Neanche per sogno!» disse il Cappellaio. «Allora potresti dire che
quando dici “Vedo quello che mangio” dici la stessa cosa che se dicessi “Mangio quello che vedo!”.»
«Oppure potresti dire» aggiunse la Lepre Marzolina «che dire “Mi
piace quello che ottengo” è lo stesso che dire “Ottengo quel che mi
piace!”.»
«Oppure potresti dire» aggiunse il Ghiro, che sembrava parlasse
nel sonno «che “Respiro quando dormo” è lo stesso che dire “Dormo quando respiro”!»
«Questo per te è uguale» disse il Cappellaio, e qui la conversazione cadde, e il gruppetto restò in silenzio per un minuto, mentre Alice passava in rassegna tutto quello che riusciva a ricordare a proposito di corvi e scrivanie (non molto, veramente).


[La risposta all’enigma fu data dallo stesso Carrol: “Because it can produce a few notes, though they are very flat; and it is nevar put with the wrong end in front!”]

Come non parlare del Gatto stravagante, che nella trasposizione disneyana prende il nome di Stregatto, che nonostante le sue brevi apparizioni resta uno dei personaggi più iconici della storia.

Appare quasi come una figura neutrale, come se fosse estraneo al Paese delle Meraviglie, famoso per il suo sorriso innaturale, la sua figura trae spunto dalla mitologia celtica, che li vede come la reincarnazione di streghe, ma era anche il simbolo della popolazione dei Cornovii del Cheshire, regione natale di Carrol.

Alice, da brava amante dei gatti, vi si affeziona subito e ascolta con ammirazione ogni suo consiglio, lo cerca in ogni angolo essendo l’unico personaggio a darle un minimo di comprensione e conforto in un mondo assolutamente senza senso.

Alice è solo una bambina, all’inizio della storia ha solamente 7 anni, come anche nel secondo romanzo ambientato soltanto 6 mesi dopo, è la classica bambina con una fervida immaginazione, che si annoia davanti ad un libro con solo parole e senza figure, è un personaggio semplice al di fuori del tempo e dello spazio e per questo sempre attuale.

La sua personalità e l’innocenza dei suoi occhi ci permettono di guardare il mondo del Paese delle Meraviglie, senza alcun pregiudizio o stereotipo, senza nessuna opinione che potrebbe snaturare la “realtà” che ci viene presentata, è un personaggio che potremmo definire trasparente, che ci fa da vettore per immergerci nell’avventura con interezza.

La sua innocenza e la sua sete di conoscenza di un mondo sconosciuto permette la creazione di visioni tanto irreali quanto letterali, ad esempio le farfalle (butterfly) ci vengono presentate come fette di pane imburrato che vola (butter fly), i giochi di parole tramite i suoi occhi infantili prendono nuova forma reale e tangibile, creando un mondo destabilizzante in cui Alice stessa si perde, non riconoscendo più la sua vera identità e la sua esistenza.

Alice vive pienamente le sue avventure e lo fa tramite la sua spiccata vivacità e curiosità, domandandosi il perchè di qualsiasi cosa, e lasciandosi travolgere dagli eventi creati dalla sua immaginazione; è molto istintiva, determinata, audace e testarda, agisce trascurando ciò che il buonsenso le dice, perchè la curiosità è più forte del senso di responsabilità, chi berrebbe da una boccetta con su scritto “Bevimi”?

Nonostante le sue peripezie nel Paese delle Meraviglie, Alice non perde la sua curiosità e sei mesi dopo si trova a domandarsi cosa potrebbe esserci dall’altro lato dello specchio, e anche in questo caso, riuscirà a scoprire la risposta attraverso un nuovo viaggio nell’ignoto dove incontrerà tutti i personaggi delle sue filastrocche preferite in una incredibile avventure sotto forma di partita di scacchi.

Il mondo creato da Carrol è sicuramente un variopinto mondo onirico, un viaggio psichedelico al di fuori di ogni umana razionalità, è caotico e nulla ha realmente un senso ma nonostante ciò resta assolutamente credibile e una lettura indispensabile in una veste grafica pazzesca ed una nuova traduzione nell’edizione Mondadori.

Ringrazio la Mondadori per la copia in anteprima e la Fantastica Rossella @twinsta_book per l’organizzazione dell’evento.

1 pensiero su “Review Party – Alice, Dorothy, Wendy – Mondadori”

  1. Ciao 🙂
    Ho amato moltissimo la storia di Alice, anche se il secondo romanzo un pò meno sinceramente.
    Appena terminati, sono corsa a vedere i film con Johnny Depp e che dire, magnifici.
    Comunque, mi sono resa conto che alcune cose non le sapevo.
    Bellissima recensione.
    (AlessandraNekkina9372)

    "Mi piace"

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