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Review Party – Il Traditore – N. Searle – Rizzoli

  • Copertina flessibile : 288 pagine
  • Editore : Rizzoli (6 ottobre 2020)
  • Genere: Thriller

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Errore imperdonabile o fatalità. Questo è il dubbio che ossessiona l’agente dell’intelligence britannica Jake Winter, dopo l’esplosione che ha provocato decine di morti in una stazione ferroviaria. Dalle prime indagini sembra infatti che ad azionare l’ordigno sia stato proprio uno dei suoi uomini. Devastato dai sensi di colpa e con la carriera appesa a un filo, Jake è ormai convinto di non potersi riscattare, quando a sorpresa viene coinvolto in una nuova operazione: un altro attentato da sventare, una cellula terroristica da intercettare in fretta.
Il contatto sul quale Jake si gioca il tutto per tutto si chiama Rashid, un infiltrato nell’organizzazione criminale. Affidarsi a lui è la sola opzione, ma è anche un pericoloso salto nel buio. Del resto, puoi fidarti ancora di qualcuno, quando hai perso la fiducia in te stesso?

Buongiorno lettori,

in questo periodo avevo necessità di cambiare genere, l’autunno profuma di adrenalina e suspence, per cui sono tornata fra le braccia del thriller con Il Traditore di N. Searle, nuova uscita in casa Rizzoli, che ringrazio per la copia.

Sfortunatamente non si è rivelato il libro che mi aspettavo, con una partenza molto lenta e a tratti confusionaria, ho dovuto fermare e riprendere la lettura più volte perchè non riuscivo a farmi coinvolgere e ad entrare pienamente nella storia.

Sin dall’inizio ci vengono presentati svariati personaggi e ripetuti cambi di punti di vista – di alcuni non ne capisco la necessità – il che rende tutto, a mio parere, troppo confusionario e tortuoso per il lettore.

Dopo un inizio decisamente lento e pesante, finalmente ci ritroviamo nel pieno dell’azione con un ritmo sostenuto, ma sfortunatamente non incalzante; i classici elementi del thriller, la suspance, l’azione adrenalinica, la vivacità del ritmo, sono solamente abbozzati e rallentati dai troppi tecnicismi che sicuramente sono apprezzabili e frutto di numerose ricerche e studi accurati, ma tutto ciò nella storia rende la lettura a tratti molto noiosa.

Avrei preferito una caratterizzazione migliore dei personaggi che, per la trama presentata, erano perfetti per una profonda analisi introspettiva, che purtroppo mi è mancata. La psicologia dei terroristi, destinati a morte certa si sarebbe prestata ad una drammatizzazione maggiore, che avrebbe reso il tutto più realistico ed empatico, ma è stata affrontata a mio parere, troppo superficialmente ed in maniera fredda e distaccata, quasi meccanica, cinematografica.

Il finale mi ha lasciata con molti dubbi, perplessità e soprattutto molta confusione; in conclusione le basi per un ottimo romanzo c’erano tutte, lo stile dell’autore è sicuramente molto buono e piacevole, purtroppo per tutte queste mancanze e superficialità la storia non mi ha completamente convinta, un’occasione sprecata.

Si merita comunque la sufficienza perchè l’intenzione è buona e alcuni personaggi di contorno sono molto interessanti e ben strutturati.

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