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Review Party – Il libro delle meraviglie e altre fantasmagorie – Lord Dunsay – Oscar Mondadori

  • Copertina rigida: 648 pagine
  • Editore: Mondadori (30 giugno 2020)
  • Collana: Oscar draghi

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Due romanzi (La Figlia del Re degli Elfi e La maledizione del veggente) e due raccolte di racconti (Il Libro delle Meraviglie e Demoni, uomini e dèi), arricchiti da eleganti illustrazioni: questo volume permette di riscoprire un autore fantastico poco noto ma di grande suggestione, che lo stesso Lovecraft descrisse come «insuperabile nella magia di una prosa cristallina e musicale e nella creazione di mondi sgargianti e fantastici di iridescenti visioni esotiche».

Buongiorno lettori, oggi parliamo di uno dei capostipiti del genere Fantasy, Edward John Moreton Drax Plunkett, XVIII barone Dunsany, per gli amici Lord Dunsany.

Vengano, signore e signori che in qualche modo sono stanchi  di Londra, vengano con me anche coloro che sono arcistufi del mondo che conosciamo: perché abbiamo nuovi mondi, qui. 

Creatore di mondi immaginari con un world-building da fare invidia, ogni mondo avrà una propria storia, una propria ambientazione geografica e persino diverse divinità; le sue capacità artistiche influenzeranno notevolmente l’opera del ben più celebre Lovecraft.

Un pioniere, l’anglo-irlandese Lord Dunsany, nel dare le basi al genere fantastico agli inizi del ‘900, regalandoci una vastissima produzione in prosa, poesia e teatro, racconti e romanzi.

Oggi parleremo nello specifico della raccolta di racconti: il Libro delle Meraviglie.

Prima particolarità è la lunghezza dei 14 racconti, parliamo di racconti molto brevi, che si concludono in poche pagine; una scelta disorientante se si pensa alle lunghe epopee e racconti mitici che ispirano il fantastico ma anche di contro al successivo Fantasy Epico, con saghe lunghissime.

L’ispirazione viene quindi più dalle favole e dall’antica tradizione orale o dalla narrazione episodica, piuttosto che dall’epopea.

Ogni racconto racchiuderà in poche pagine un mondo esclusivo, un nuovo universo, una nuova storia che si chiude a cerchio o che invece sembra essere uno squarcio di una storia più grande e quindi un racconto senza un vero e proprio inizio o senza una conclusione effettiva.

L’autore concentra la descrizione dei mondi in maniera ultra sintetica e lascia molto spazio all’immaginazione del lettore, lasciando un velo onirico e sognante in un atmosfera favoleggiante che ben si sposa con lo stile del racconto breve, magari meno nel romanzo.

Le ambientazioni non si ispirano a quelle medievali europee che ritroveremo ad esempio in Tolkien, lo sguardo è rivolto più all’Africa, all’Oriente, a sultani e faraoni, a figure mitologiche classiciste.

Se dovessi citare un solo racconto fra tutti, probabilmente quello che mi ha affascinato maggiormente è quella della Regina Sylvia che decide di sposare l’uomo che riuscirà a farla pinagere – “La cerca delle lacrime dalla regina” .

Nota a parte sulle illustrazioni che ritroviamo all’interno della meravigliosa edizione Oscar Draghi, sono le illustrazioni di Sidney Herbert Sime, la cui opera sarà doppiamente legata alle storie di Dunsany: L’artista mostrava degli schizzi di fantasia all’autore, senza aver ricevuto nessuna indicazione, e così lui ne creava racconti e mondi ad essi ispirati nonostante fossero ancora bozzetti, senza aver ricevuto dall’artista alcuna indicazione su ciò che in essi voleva rappresentare, un’ispirazione nell’ispirazione.

I leoni non ardivano farlo, temendo la sua forza, e gli dei non osavano amarla perché sapevano che doveva morire.Questo era ciò che la sera aveva sussurrato al pipistrello, questo era il sogno nel cuore di Shepperalk mentre andava a piccolo trotto nella nebbia. E improvvisamente nell’oscurità della pianura apparve sotto i suoi zoccoli il precipizio che segna da questa parte del mondo il confine delle terre leggendarie, e Zretazoola risplendeva di luce propria nel vertiginoso dirupo.

Ringrazio la CE per la copia cartacea e le organizzatrici dell’evento

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