FANTASY, GENERI, LIBRI, RECENSIONE

Recensione – La Fiamma Azzurra – D.Viaroli – DZ Edizioni

  • Copertina flessibile: 334 pagine
  • Editore: Dark Zone (2 aprile 2019)
  • Genere: Fantasy

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TRAMA

Esiste un luogo, al di là del tempo e dello spazio, dove tutti i mondi si sfiorano e un uomo può scivolare oltre il sottile velo che divide una dimensione da un’altra. È proprio in quel luogo che Jake, un liceale come tanti, viene trascinato da un misterioso viandante che, ferito, bussa alla porta di casa sua. E’ l’inizio di un’incredibile avventura in un universo popolato da robot filosofi, folletti privi di senno, scienziati codardi, navi volanti e dolci animali dai poteri straordinari. La battaglia per proteggere il multiverso dall’oblio ha inizio.

Buongiorno lettori, oggi parliamo del romanzo d’esordio di Daniele Viaroli, autore Fantasy della DarkZone Edizioni.

Come ben sapete, non vi parlerò della trama, quella è una gioia che lascio scoprire a voi, ma vi butto giù il mio pensiero.

La prima cosa che ho notato e apprezzato mentre leggevo la Fiamma Azzurra è stata la presenza di un velo d’ironia che mi ha ricordato molto il Maestro Douglas Adams – per capirci, L’autore di Guida Galattica per Autostoppisti.

L’ironia è affidata a due personaggi che la utilizzeranno in maniera differente, ma sempre ben bilanciata, mai eccessiva, nè disturbante.

In quello che possiamo definire un romanzo corale a tutti gli effetti, ci si affeziona a tutti i personaggi; nonostante siano molti fra principali e secondari, sono tutti ben costruiti e delineati, nessuno viene tralasciato e tutti sono ben caratterizzati, nonostante siano così diversi fra loro, risultano tutti credibili, hanno tutti una coscienza profonda – ecco magari forse Benny no 🤣, ma non poteva essere altrimenti – ed il legame empatico che si crea con ognuno di loro è un grosso punto forte del libro.

Non troviamo creature sorprendentemente fantastiche, l’autore infatti si sofferma su quello che è l’aspetto umano degli stessi e ne va a “studiare” la natura intrinseca.

Voglio una Volpe Artica adesso

Abbiamo un ampio ventaglio di personalità, abbiamo la ragazza forte e badass dalla mente geniale, Kalena – dire che la amo è scontato – il ragazzino fifone che troverà il coraggio di difendere chi ama, Jake; il guerriero forte ed impavido, con la missione di ritrovare la sua amata – Skald, accompagnato dalla sua fedele compagna, Ombra; il folletto irriverente, fastidioso al punto giusto e totalmente esilarante – Benny , giusto per citarne alcuni, quasi dimenticavo di dire quanto adori Kherin!

«Sta’ zitta» sibilò aggressivo il cacciatore di taglie. Camminava accanto al carro con una mano posata sull’impugnatura della sciabola con inquietante naturalezza. «Altrimenti? Mi uccidi? Non puoi farmi nulla peggio di questo. Non ho paura di te, bestione. Se credi che sia una fifona piagnucolosa, ti sbagli di grosso. Aspetta solo che mi liberi da queste catene e te le faccio mangiare. Non ho paura di te!»

Nota a parte va fatta per il “trio delle meraviglie” capitanato da Dhamon che “li aveva scelti perché, come lui, erano incompleti. A tutti loro mancava qualcosa.”

Ecco io li ho un po’ immaginati così ^^ magari con meno allegria

«Io sono il sussurro che sconvolge gli imperi e distrugge gli amori» affermò solenne il conducente. «Io sono Intrigo.» «Io sono il tremito che spegne la vita e genera il nulla» ululò tenebroso il fantasma. «Io sono Morte.» «Io sono il database che ricorda i dizionari e corregge gli analfabeti» mugugnò depresso il robot. «Io sono Alfred.» «Ancora?! Alfred, maledizione. L’entrata in scena è importante perché la gente ci riconosca come eroi. Non puoi rovinarla tutte le volte» lo rimproverò Intrigo.

Costruire un Multiverso che risulti credibile dal punto di vista fisico-scientifico, è sempre un’enorme sfida, si nota come l’autore sia molto preciso su questi aspetti e ciò ci fa capire quanto si sia documentato a riguardo.

«Dimensioni?» «Sì. Il modo più semplice per capirlo è pensare a un libro. Ogni pagina è un mondo a sé, indipendente dagli altri. Spesso può capitare che siano molto simili o abbiano qualcosa in comune tra loro, ma in generale ogni luogo ha una propria logica. Solo tre cose sono costanti in tutte le dimensioni: la forza di gravità, lo scorrere del tempo e la presenza della razza umana.»

Nonostante il velo comico che fa da sfondo alle vicende, molte sono le riflessioni interessanti e profonde che si incontrano nella storia, molti i valori e i temi che ne emergono, l’amicizia  l’amore, il coraggio.

«Un sasso in una scarpa ti dà fastidio ogni volta che fai un passo. L’amore è la stessa cosa. Puoi non pensarci, ma ogni volta che ti muovi lui ti punzecchia. È come il tormento eterno.»

Lo stile è ben definito nonostante sia un libro d’esordio, è uno stile che rientra nella categoria del “lo ami alla follia o lo odi” non lo metto in dubbio, ed io l’ho decisamente amato.

E’ uno stile già chiaro e delineato, un punto di forza e segno distintivo dell autore, la scrittura è cristallina e scorrevole, così come il ritmo è ben scandito e non ci sono momenti piatti o noiosi, tutto risulta ben calibrato; non ci sono troppe descrizioni, nè troppe digressioni e preamboli.

Ora non potete far altro che lasciarvi accompagnare da questa folle avventura, a spasso nel Multiverso.

Nota a margine per l’autore – se parliamo di Parmigiana, le Melanzane vanno necessariamente e deliberatamente fritte, non c’è disputa che tenga 🤣 Sono da anni il Presidente del Fandom – Puristi della Parmigiana e Salviamo la Melanzana dalla Griglia! e Se non è Fritta, non è Parmigiana.

@ilgiornaledelcibo.it

Troppo spesso noi esseri umani, di qualsiasi dimensione, ci vantiamo della nostra intelligenza, ignari d’essere collocati, nella classifica postulata da Piero Angela, appena al di sopra dello scarabeo stercoraro. Difatti, gli studi effettuati dall’università giapponese di Ossomaki, dopo aver ispezionato ogni istante poetico, ogni impulso scientifico e ogni illuminazione morale, ci hanno posto in un primo momento in vetta. Poi, il figlio di sette anni di un ricercatore pensò bene di chiedere al padre perché gli esseri umani avessero inventato la bomba atomica. Il ricercatore in questione, tal Nigiri Sushi, rifece i calcoli alla luce di quella domanda, cui aggiunse altre inquietanti scoperte del genere umano come le tasse, la burocrazia, il traffico e i reality show. Il responso fu una condanna inesorabile. L’uomo è intrinsecamente ed empiricamente un idiota.

vi lascio una delle mie citazioni preferite ^^

Classificazione: 4 su 5.

4.5/5

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