BLOG TOUR, LIBRI

Blog Tour – La figura del drago – Primordia

Prima tappa del BlogTour dedicato a Primordia di J.A.Windgale, oggi parliamo delle mie creature preferite in assoluto, dopo i gatti ovvio, i Draghi!

I Draghi, creature mistiche ed imponenti, forti e minacciose, figure affascinanti che un amante del Fantasy non può non conoscere.

Ho sempre desiderato un cucciolotto sputafuoco, basti pensare che il mio starter nei Pokemon è sempre stato Charmender, in attesa che questo tenerone si evolvesse in Charizard.

Ammettetelo è il pokemon più Figo!

Beh in Primordia i draghi ci sono e lo capiamo già dalla copertina.

Qui conosceremo il nostro rosso focoso dagli occhi d’oceano, Ruber il drago del principe Will – ultimo Cavaliere di Drago ufficiale e quindi l’unico degno e in grado di “governare” un drago; occhio a non disturbarlo mentre dorme, potreste finire arrostiti senza diritto di replica, ve la siete cercata!

Lasciatemi Dormireeeeeee!

Ruber è un drago che si discosta un po’ dalla ormai classica visione del drago malefico e distruttore, certo, è un cucciolo mastodontico e battagliero, ma è in primis un grande amico per Will.

Il legame che si crea fra Drago e Cavaliere è speciale, i due sono vincolati indissolubilmente, basti pensare agli occhi: gli occhi di Ruber sono dello stesso Azzurro Assoluto di Will, i draghi infatti nascono con gli occhi dei loro compagni di vita, e questa è di certo la caratteristica che più ho amato nei draghi di Primordia, quella sfaccettatura romantica nel rapporto drago-cavaliere che non è mai scontata, ed è proprio questo legame ad essere il fulcro emotivo che ci lega a questi due personaggi, ed empatizzare con un drago non è per niente facile.

Ruber proteggerà sempre da qualsiasi cosa Will, accetterà di portare in volo anche Fendra, e questo è un grande segno di fiducia nei confronti del proprio “padrone”, certo non sarà immediatamente contento nel far salire in sella la donzella, ma ehi lui è un drago, non un mezzo di trasporto!

Ruber è leale e dolce, spesso lo troviamo “accoccolato come un gatto, con la coda arrotolata attorno al corpo”, come ogni cucciolo che si rispetti ama le coccole ed è giocherellone e dispettoso con chi si fida, ma spietato quando si tratta di difendere chi ama o quando gli si manca di rispetto, è pur sempre un fiero drago, non dimentichiamolo, può staccarti la testa a morsi o darti una veloce rosolatura.

Ma cosa ha ispirato il mito del drago?

Difficile dirlo in quanto abbiamo testimonianze di queste figure in tutte le culture dall’Oriente all’Occidente, pur avendo connotazioni differenti.

Le testimonianze più antiche però ci arrivano dalla Cina, dove già nell’antichità abbiamo certezza di ritrovamenti archeologici di fossili di dinosauri che probabilmente hanno ispirato il mito del Drago, infatti queste figure venivano chiamate kǒnglóng – drago terribile.

Una delle leggende più antiche è della tradizione cinese ed è legato al fondatore della dinastia Xia, Yu il Grande, il quale in alcune sue imprese sarebbe stato aiutato da un drago giallo, che gli avrebbe donato la capacità di controllare le acque.

L’iconografia di questo tipo di drago è quella di un animale dal corpo gigantesco e serpentiforme, con baffi da pesce gatto, criniera e corna

Miyazaki docet – Haku – Kohaku

Questa visione del drago acquatico di recente è stato ripreso dalla Shannon nel sul Il Priorato delle Arance.

La creatura del Drago in oriente però ha una connotazione totalmente positiva, è una figura saggia, un protettore e consigliere, legato all’acqua e all’abbondanza; in grado di allontanare la morte e proteggere i vivi.

La connotazione negativa e malvagia dovrebbe essere di origine ebraica.

Gli israeliti lo ritenevano una figura maligna, dotato di una forza primordiale, abbiamo mostri marini come il Leviatano, il leggendario rettile nascosto nelle profondità dell’oceano.

Questo switch da un accezione positiva ad una totalmente negativa e malvagia è probabilmente “politica”, le figure della cultura Babilonese vennero trasposte come nemiche e malvagie – ricordiamo tutti la Torre di Babele. Da qui il danno ormai è fatto.

In Occidente il termine di Drago sarà coniato in Grecia – drakon (δράϰων), che andava ad indicare un grosso serpente malvagio.

Ma saranno le storie del Nord Europa a regalarci la figura del Drago che conosciamo oggi con il lindworm, un drago che si presenta talvolta sotto forma di grosso serpente alato, altre come una gigantesca biscia dotata di zampe artigliate – vi ricorda qualcosa Beowulf, l’uccisore di draghi? Ebbene si è lo Scandinavo, così tanto amato da Tolkien infatti ne ritroveremo parallelismi, soprattutto nel Silmarillion.

E di qui la presenza dei Draghi non si è mai arrestata, citarli tutti sarebbe impossibile, la lista sarebbe spropositatamente lunga.

Dall’Ungaro Spinato di Harry Potter al dolce e coccoloso Sdentato di Dragon Trainer, a Smug – “Io sono fuoco, io sono morte!” – un ammasso di squame e fiamme, i draghi di Pratchett, Villentretenmerth, il drago d’oro in The Witcher, i Draghi della Hobb, per finire con quelli del Martin nazionale che ha scatenato la diatriba sono Draghi o Viverne? Ma questa è un’altra storia.

Dracarys, babe!

Aggiungerei una menzione d’onore ad uno dei Draghi che ho più amato, protagonista di un film che dopo 20 Anni continua a farmi piangere a fiumi, Draco di DragonHeart.

Draco, ti amerò sempre

Domani prossimo appuntamento con – I luoghi di Primordia, a cura di Libri, libretti e libracci.

3 pensieri su “Blog Tour – La figura del drago – Primordia”

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