FANTASY, GENERI, LIBRI, RECENSIONE

Recensione – Alla ricerca del Tesoro Nascosto di Chiara Falai

  • Editore:Silele
  • Collana:Fantastic
  • Anno edizione: 2018
  • In commercio dal: 14 giugno 2018
  • Pagine: 378 p., Brossura
  • Fantasy

TRAMA

               Meya, una ragazza di 14 anni all’apparenza come molte altre, annoiata dalla vita semplice a cui è abituata, sogna di vivere emozionanti avventure, ma, nel suo villaggio, da qualche tempo, la situazione è drammatica: una misteriosa ed incurabile malattia colpisce all’improvviso i suoi concittadini e non lascia loro scampo. In paese tutti diffidano di tutti in uno scenario di isolamento sociale che, purtroppo, ora conosciamo fin troppo bene. Un giorno, questa terribile malattia, colpisce la madre di Meya gettando lei e suo padre nella disperazione. Il suo migliore amico Jaster, saputa la notizia, le racconta della leggenda di un tesoro magico che potrebbe essere l’unica medicina in grado di salvare sua madre.

               È da qui che le avventure, che la nostra eroina bramava, hanno inizio. Un lunghissimo viaggio in un mondo dalle ambientazioni che ricordano i fantasy più classici ed amati. Nel mondo di Meya non mancano le creature magiche più famose e presenti nelle opere del genere, tra cui draghi, elfi, fate e altre ancora. E poi ci sono gli uomini. Gli esseri umani, che, in una visione che ricorda molto quella di Tolkien, sono le creature più assetate di potere e senza scrupoli per accaparrarne il più possibile, proprio perché sono una razza che ne è completamente priva, ma… l’eroe dal cuore puro, ovvero col*i che può trovare il tesoro potrebbe proprio nascondersi tra gli umani.

RECENSIONE E IMPRESSIONI PERSONALI

               Vediamo un inizio un po’ impaziente, come i nostri protagonisti di partire per la vera avventura; situazioni e dinamiche che potrebbero caratterizzare i personaggi in modo più immediato, che però si concludono quasi con fretta e viene trasmesso un senso di sospensione e freno un po’ prematuri di quel che stava accadendo; si nota qualche ripetizione, momenti statici che rendono i tempi degli eventi, più dilatato di quanto lo siano in realtà, e a tratti si perde effettivamente la cognizione del tempo, si ha un po’ di smarrimento nel comprendere quanto sia davvero lungo e travagliato questo viaggio. Anche se a parer mio, non è del tutto un punto a sfavore. La disperazione di Meya nell’arrivare a destinazione più velocemente possibile, in quanto completamente ignara di quanto tempo abbia a disposizione, instilla nel lettore la paura che sia sempre troppo tardi, avvicinandosi molto ai sentimenti della protagonista. Ma a due terzi del libro, la narrazione decolla: diventa incalzante e coinvolgente, con un’alternanza di azione, introspezione e sottotrame di personaggi secondari che rafforzano la struttura del worldbuilding e che ti tengono incollati alla lettura. Più ti avvicini alla fine e più l’angoscia ti assale; ti domandi in continuazione “Ma ce la faranno?”

               Parliamo dei nostri protagonisti: Meya e Jaster. Sono 14enni normalissimi, con le loro insicurezze, i loro sogni e i loro colpi di testa. Dato che abbiamo un occhio di maggior riguardo su Meya, anche a causa della situazione che sta vivendo, vediamo più in fretta il suo cambiamento, da ragazzina che scappa davanti ai problemi a ragazza forte che prende in mano tutto il suo coraggio per affrontare le difficoltà di petto. Poi abbiamo Jaster che, nonostante abbia, a mio avviso, una crescita più marcata rispetto a quella dell’amica, inizia successivamente il suo percorso. Questo perché il villaggio era il suo porto sicuro, dove poteva non avere precisi progetti per il futuro, senza doversi preoccupare delle conseguenze del suo atteggiamento, dove il pericolo era sempre estraneo. Vedendo il dolore di Meya, decide finalmente di fare qualcosa, prende la prima vera decisione della sua vita ed uscire dal guscio, arrivando a diventare un ragazzo deciso, che improvvisamente scopre quanto vale. Rimangono però degli aspetti in sospeso, elementi anche importanti che vengono accennati al lettore, anche in momenti diversi, che non vengono approfonditi. Trattandosi del primo titolo di una saga, a questo punto, si può pensare che questi elementi siano stati risparmiati per i capitoli successivi…

               Cosa traspare da questo libro? Attraverso questo libro possiamo vedere Chiara, l’autrice stessa: i suoi valori, le sue priorità e in parte anche il suo carattere, il suo ottimismo, grazie alla presenza costante della speranza, che permea gran parte della storia e della forza di volontà che in parte a donato alla giovane Meya, mettendoci letteralmente sé stessa. Vediamo quanto sono importanti la famiglia, l’amicizia e l’amore, ma anche il coraggio di seguire i propri sogni nonostante ci siano momenti in cui sembra tutto perduto. Particolare attenzione vorrei porre proprio sull’aspetto della famiglia, in quanto il motore che smuove il romanzo è proprio una situazione famigliare disperata; il desiderio di Meya di salvare sua madre ad ogni costo, anche affidandosi ad una leggenda della quale, all’inizio non sembra affatto convinta neppure lei, il suo aggrapparsi anche ad un quasi invisibile barlume di speranza, perché anche se flebile, è meglio che fermarsi ad osservare lo scorrere degli eventi passivamente. L’amore, non molto nascosto tra le righe, messo nelle interazioni tra i membri della famiglia della protagonista, ma anche di quella del suo amico Jaster.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...