FANTASCIENZA, FUMETTI E CO., GRAPHIC NOVEL, LIBRI, RECENSIONE

Review Party – Electric State – Simon Stålenhag – Oscar Ink

TRAMA

1997. Una ragazza fuggita di casa e il suo piccolo robot giallo sono in viaggio verso Occidente attraverso un insolito paesaggio statunitense. Le rovine di giganteschi droni da battaglia sono disseminate per le campagne, ammucchiate insieme ai resti abbandonati di una civiltà ipertecnologica e consumistica, ormai in declino. A mano a mano che la loro auto si avvicina all’estremità del continente, il mondo fuori dai finestrini sembra disfarsi sempre più velocemente, come se, da qualche parte oltre l’orizzonte, il cuore vuoto della civiltà stesse infine per collassare.

Artbook Narrativo del talentuosissimo Simon Stålenhag, ci scaraventa in un America alternativa negli anni ’90, dove la realtà post-bellica non è assolutamente idilliaca.

Ci troviamo dinanzi ad un mondo apparentemente vuoto ed inanimato, un deserto cadaverico dell’umanità.

Gli umani che ci vengono presentati, vivono in uno stato vegetativo persi in una sorta di realtà virtuale creata dai loro neurocaster, dei dispositivi indossati come visori virtuali.

Come ci spiegherà una delle due voci narranti, quella dello sconosciuto, questi dispositivi sono nati inizialmente come interfaccia di comando per i piloti di droni da guerra, e si sono in seguito trasformati in un’ interfaccia di intrattenimento collettivo, dove la vita stessa non ha più significato e l’essere umano, come tale, smette di esistere.

L’unico essere umano libero dal giogo del neurocaster è la giovane Michelle, la voce narrante principale della storia, che in una sorta di diario personale misto a flusso di coscienza e ricordi passati, ci descrive il suo viaggio insieme al piccolo robot dalla testa gialla, Skip.

Durante il loro viaggio, ci rendiamo conto che il viaggio è anche il nostro, maturerà il senso di smarrimento, terrore e desolazione; cresce nel lettore l’inquietudine che solletica le nostre menti e ci spingerà a scavare dentro noi stessi.

Cosa rappresenta davvero questo viaggio per Michelle e cosa rappresenta per noi?

Il finale è volutamente narrato soltanto con le immagini, la labile speranza, la catarsi, la vittoria o la sconfitta saranno determinate dal lettore stesso.

Le illustrazioni sono pazzesche, iper-realistiche di una bellezza disarmante, suscitano emozioni forti, sembra di essere immersi in un incubo pseudo-futuristico, angosciante ed inquietante, in grado di porci di fronte a riflessioni sconcertanti sul nostro futuro, infatti ad un attenta osservazione, questo incubo non appare così lontano da quello che è il mondo di oggi, dove la vita reale, le emozioni, le sensazioni sono abbandonate e sostituite da interazioni multimediali.

Riflettendoci, vivere con un neurocaster, non è tanto diverso dal restare in una stanza senza parlarsi, con lo sguardo perso nel vuoto sullo schermo luminoso di uno smartphone, cedendo alla tentazione di vivere una vita digitale, dimenticandosi della bellezza di un semplice tocco sulla pelle…

Una rivelazione profonda ed angosciante, una lettura catartica e sconvolgente, assolutamente consigliato!

2 pensieri su “Review Party – Electric State – Simon Stålenhag – Oscar Ink”

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...