LIBRI

Blog Tour – La Nona Casa – Confronto con il GrishaVerse

Buongiorno lettori, oggi ospitiamo sul blog la terza tappa del Blog Tour dedicato all’ultima uscita di Leigh Bardugo in casa Libri Mondadori, ovvero La Nona Casa.

Se mi seguite, sapete già quanto io ami il modo di scrivere di questa donna!

Oggi affronteremo una comparazione fra il GrishaVerse e il mondo di Ninth House, siete pronti per il viaggio? Allacciatevi le cinture e aprite bene gli occhi… potreste adocchiare un fantasma!

Partiamo dicendo che il pubblico a cui è rivolto “La Nona Casa” è decisamente più adulto, è un Urban Fantasy dai toni dark con atmosfere cupe, dove linguaggio e avvenimenti sono decisamente più pesanti rispetto al GrishaVerse, che rientra più nei canoni dello Y/A.

“La Nona Casa” ha una narrativa più “cruda”, vi troviamo violenza, scene esplicite, comportamenti diseducativi, droga, abusi, diciamo che non è una lettura leggera!

Alex “Galaxy” Stern è la protagonista de “La Nona Casa”, una ragazza dal passato turbolento, costellato da una vita disordinata, fra eccessi e tossicodipendenza.

La Bardugo ci presenta ancora una volta un personaggio decisamente ai limiti della società, e questo è un punto in comune con la Banda degli Scarti che abbiamo conosciuto nella duologia di “Sei di Corvi”.

Il soprannaturale ne “La Nona Casa” è rappresentato dalla magia immersa in quei luoghi in cui il Velo è più sottile, Alex infatti è in grado di vedere i Grigi – nome con il quale vengono chiamati i fantasmi – senza aver bisogno di usare nessun intruglio, è il suo “dono”.

Nella duologia “Sei di Corvi” la narrazione viene gestita attraverso i vari punti di vista dei personaggi, che si alternano nell’avvicendarsi degli eventi, in quello che diventa un romanzo corale; con ognuno di loro si crea un legame empatico, soffriamo e gioiamo con loro, capiamo le loro difficoltà, scaviamo nel loro animo.

Ne “La Nona Casa” la narrazione procede con il punto di vista di Alex, con un alternarsi fra presente e passato che gira intorno ai misteri della storia. Quest’alternanza temporale però, fa si che il legame empatico con la protagonista sia più flebile, non possiamo capire a pieno i sentimenti di Alex, nè il perchè delle sue azioni all’inizio della storia, lo capiremo pian piano lungo questo percorso ingarbugliato di eventi.

La narrazione in entrambi i mondi dell’autrice è caratteristicamente lenta, per dar modo al lettore di assimilare il worldbuilding della storia. Se nella duologia, la lentezza era spezzata dall’alternarsi dei punti di vista, ne “La Nona Casa” questa lentezza nel ritmo risulta accentuata, nella prima metà del libro ci vengono pian piano rivelati gli elementi di questo mondo magico, forse questo è l’unico aspetto lievemente negativo del romanzo, ma questa lentezza è necessaria per far immergere il lettore nella storia.

La scrittura è sempre meravigliosa, la Bardugo da questo punto di vista è ormai una certezza, nonostante i registri così diversi e distanti fra le due storie, la capacità narrativa resta eccellente per me, probabilmente ne La Nona Casa è ancora più intensa.

Le tematiche sono un’altro punto d’incontro, il modo in cui vengono trattati i personaggi delle due saghe fa nascere in noi una profonda rabbia, le ingiustizie, le incomprensioni, i pregiudizi contro le minoranze che ognuno di loro rappresenta, ci infervorano.

Spero che questo articolo vi abbia incuriosito, se non avete letto la Duologia correte!

Per la recensione de “La Nona Casa” vi aspetto il 5 Maggio per il Review Party!

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