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Recensione – Luna Nera – Tiziana Triana – Sonzogno Editore

Dati

TRAMA

Italia, campagna laziale, Diciassettesimo secolo. La giovane Adelaide (Ade), sedici anni, corre e tiene per mano suo fratello Valente, che è ancora un bambino. Deve fuggire da Torre Rossa e dalla casa in cui è cresciuta, perché l’accusa che le pende sulla testa porta dritta al rogo: stregoneria. Nel folto del bosco si nasconde un gruppo di donne che si sussurra pratichino la magia nera. Nessuno sa chi siano né da dove vengano; reclutano e proteggono ragazze come Ade, che la comunità ha messo al bando. E qui – in un mondo di sole donne, ciascuna delle quali ha una misteriosa avventura alle spalle e porta il nome di un’antica città scomparsa – che Ade e il suo fratellino trovano rifugio: saranno iniziati alle arti del gruppo e ai loro segreti rituali, nell’attesa, trepida e inquieta, che si compia la grande Profezia. A questa comunità femminile in odore di stregoneria danno una caccia spietata i Benandanti, una congrega di uomini forti con un solo nemico, le streghe, e un potente sostenitore, la Chiesa cattolica; credono che quelle donne nei boschi siano una terribile minaccia, e sono decisi a sterminarle. Tutti, meno uno: Pietro, il figlio del capo dei Benandanti, che non crede alle superstizioni e, soprattutto, si è innamorato di Ade dal primo momento in cui l’ha vista. Quando scoppierà la battaglia finale tra questi nemici giurati, si scoprirà quanto labile sia il confine tra realtà e magia, tra falsità e conoscenza, e perfino tra maschile e femminile. E quanto, nella vita, l’incantesimo più difficile di tutti resti ancora quello di crescere.

RECENSIONE

“Luna Nera”, romanzo d’esordio di Tiziana Triana, è molto più che una storia di magia: Ade e il fratellino Valente si ritrovano immersi in un nuovo, misterioso mondo, governato da donne forti e determinate, che si fanno chiamare “Città Perdute”.

Ognuna di loro ha alle spalle una storia di violenza, di indicibili soprusi. Ognuna di loro è una strega, agli occhi di una società patriarcale accecata da una fede incrollabile, un ambiente nel quale essere donna ( o una persona che sfida le convenzioni di genere ) è già di per sé un enorme peccato. Per salvare Ade dalle accuse di stregoneria, dall’incessante caccia dei Benandanti, fanatici assassini, sarà necessario impugnare le armi, sfruttare l’intelletto, far ascoltare la propria voce, per troppo tempo ignorata.

Le Città Perdute sono determinate a riottenere la dignità che è stata loro sottratta, il potere che desiderano reclamare per loro diritto. Ma la loro determinazione cela realmente qualcosa di magico, di oscuro ed incomprensibile?Per scoprire il vero potenziale di queste streghe italiane, dovrete leggere “Luna Nera”, vivere le avventure di Ade, Valente e delle Città Perdute. Grazie alla sensibilità dell’autrice, al suo talento nel descrivere un momento estremamente buio della storia dell’umanità, fatto di catene, paura, falsi processi e roghi, è possibile immergersi totalmente nella sottile rete di vite che si intrecciano in questo racconto unico nel suo genere.

Le convenzioni e i costrutti della società vengono ribaltati, combattuti strenuamente da personalità incredibili.

La magia viene raccontata in tutte le sue forme, dalla superstizione, che ne alimenta una certa visione nell’immaginario popolare, al folklore mistico e alla tradizione del meridione (non a caso l’autrice cita un interessantissimo saggio di Ernesto de Martino, “Sud e Magia”, pubblicato da Feltrinelli Editore ). 

Niente è lasciato al caso, e “Luna Nera” saprà ammaliarvi, proprio come se foste sotto l’effetto dell’incantesimo delle Città Perdute.

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